È un sentimento strano, che nasce dagli occhi e si compie negli occhi, non c'è il resto del corpo, non c'è mente, non c'è cuore, ma la visione è così forte che impedisce a tutto il resto di imporsi.
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Ho amato il modo in cui mi guardavi e come guardavo il mondo quando stavo con te.
E ancora una volta mi trovo a parlare di me, delle mie paure e dei miei perché. Tra le righe si possono leggere i dolori, i sogni infranti, i castelli di sabbia. Di quante volte ho pianto e mi sono dovuta asciugare le lacrime da sola. Di quante volte avrei voluto che qualcuno me le asciugasse quelle lacrime. E forse non tutti sono destinati ad essere felici, forse la felicità è solo quei pochi momenti in cui il dolore è assente. Forse so solo rendere felici gli altri e mai me. E allora non dovrebbe bastarmi? Non dovrebbe questo rendermi comunque felice? Forse sono io a chiedere troppo, sono io ad essere esigente, ma credo che la vita sia altro, la felicità sia ben lontana da tutto questo.
Stavo andando via, ma poi mi sono accorto che è meglio litigare con te che fare l’amore con chiunque altro.
Pensavo di essere il tuo Qualcuno e invece ero solo il tuo Chiunque. Potevo essere io, oppure io, oppure me stesso e sarebbe stato uguale, potevo essere un altro e forse non sarebbe stato lo stesso, ma in fondo sì. Credevo avresti riconsciuto le mie onde tra tutte le onde, e invece stavi solo cercando un fiume da navigare, un fiume nel quale tuffarti in modo talmente potente da farlo esondare, un fiume di cui abbeverarti fino a scoprirne i sassi più nascosti nel suo letto. C’ero, e questo è bastato. C’ero e non sono riuscito a farmi bastare di essere il tuo Chiunque perchè tu eri il mio Qualcuno. C’ero e quando non ci sono voluto più essere ho chinato la testa per liberarmi da promesse che non ti ho mai fatto e che pure ho mantenuto. Pensavo di essere grande abbastanza da colmare il tuo vuoto. Pensavo che Chiunque non avrebbe potuto farlo, Qualcuno sì: IO. Sapevo di essere il tuo Qualcuno ma non sono riuscito ad insegnartelo. Vorrei perdonarmi per tutto quello che non ho saputo, per tutto quello che non ho capito, per aver creduto di essere Qualcuno. Per aver creduto che tu avessi bisogno di Qualcuno e non di Chiunque. Per non essere stato capace di essere Qualcuno, che non ti avrebbe fatto sentire la mancanza di Chiunque.
Purtroppo o per fortuna non sono fatto solo di parole, sai? E innamorarsi delle parole è facile, e credimi, se ci volesse così poco allora sì saremmo felici insieme. O più probabilmente saresti più felice con qualcun altro, perchè di gente che usa belle parole ne è pieno il mondo e, fidati, ce ne sono anche molti più bravi di me. Non è gelosia, suppongo sia solo dispiacere nel constatare quanto siamo facilmente sostituibili. A volte vorrei davvero che perdessi la testa per me (magari anche per decapitazione!) e chiedermi se penso che sia Amore non ha granchè significato: alla fine la risposta più semplice che mi do è “E’ quello che è. Non credo sia necessario dagli un nome.”Se dal mio punto di vista vuoi che ti lascio in pace anche se forse dovrei lasciare in pace il mio ricordo di te che conservo nella testa, lo faccio. Ma certe volte incontri una persona e capisci che tutto quello che hai fatto finora, tutto ciò che è stata la tua vita finora deve essere stato tremendamente giusto, non può essere stato così brutto o sbagliato se ti ha portato a incontrare questa persona. E tu per me sei questa persona, almeno credo. E allora, vuoi che me ne vada?
Sono convinto di una cosa: se è scritto che due pesci devono incontrarsi, non servirà al mare essere cento volte più grande. Ma ormai, mi stupirebbe la presenza, non l’assenza… Ed io ho un debole per le persone che restano, che ci sono. Ma penso anche che le relazioni siano per alcuni versi degli sport estremi, come arrampicarsi su una parete rocciosa senza protezioni, come la roulette russa. Magari non è vero, ma molto (troppo) spesso è quello che ho visto. Mi guardo intorno ed è pieno di gente divorziata, di storie d’amore franate (autobiografico!), e io come faccio a stare con una persona e credere che non finirò anche io tra quelle macerie? Io penso che un tuo bacio può valere le macerie in cui forse un giorno mi lascerai. Forse non mi passerà mai, vivrò bene comunque, mi mancherà sempre, con rabbia e disappunto. Probabilmente la cosa più bella che possa esserci è sapere di mancare a qualcuno.
Mi ha accarezzato i capelli e il mio cuore ha martellato così forte che ho pensato: se mi bacia, muoio. Purtroppo mi ha risparmiato… [Stefano Benni]
Stiamo insieme quando vuoi, tutto il mondo cambia tranne noi, che stare insieme è meglio di essere divisi, tra le lacrime e i sorrisi.
È che gli inizi sono tutti belli. Il vero incanto sta nel saper continuare.
Fa male, ma non mostrerò mai questo dolore, non lo saprai mai.
Però sai, piano piano ci si stanca di amare a vuoto, e di fare salti mortali per chi nemmeno fa un passo verso te, e si inizia a capire che -forse forse- è il momento di dire basta.
Io non scappo. Mai.
Mi allontano, lentamente.
Ti do la possibilità di raggiungermi.
Finché non sarò sparita per sempre.

